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Nuovi spazi per la città

C’era una volta il Teatro Affratellamento in Oltrarno. E c’è ancora. Nel senso che dopo tanti anni di chiusura, la gloriosa sala di via Gian Paolo Orsini dove, tanto per fare due nomi, c’è passato il rimpianto e irrimpiazzabile Leo e la primissima e grezzissima Raffaello Sanzio, riapre alla città in forma di open space. Le coordinate del progetto artistico sono in corso di definizione. Ma intanto i soggetti individuati sono una garanzia. Fabbrica Europa, che asseconderà seminari, laboratori e residenze, Laboratorio Nove e Centrale Produzioni. continua>>

Sorprese di Natale

Non è un caso che nel finale di Manhattan, nella scena in cui Isaac Davis elenca le cose per cui vale la pena vivere, Woody Allen includa anche Potato Head Blues di Louis Armstrong. Il regista non si limita solo ad essere un fan del jazz, ma lo ha sempre suonato sin dall'adolescenza e i suoi primi spettacoli risalgono addirittura agli anni sessanta. Con la sua band, che si è cimentata nel New Orleans jazz degli inizi del XX secolo, lo stile tipico proprio di Louis Armstrong, tutti i lunedì sera suona al Cafè Carlyle di Manhattan... continua>>

Note di Natale

Torna l’ormai tradizionale repertorio dei Concerti per Natale organizzato dal Comune in collaborazione con l'Orchestra da Camera Fiorentina. Che per tutto il mese, Epifania compresa, avvolge nei molti spazi coinvolti (chiese, teatri, librerie, biblioteche, basiliche, da San Lorenzo all’Annunziata, da Orsanmichele a San Felicetel. un filo intrecciato di molte musiche, sacre, classiche, colte, ma anche, colonne sonore e contemporanee, affidate a un gran numero di formazioni culminanti nel concerto del 21 dicembre al Comunale diretto dalla bacchetta di Giuseppe Lanzetta. continua>>

Lo sguardo di Annigoni

Il pittore delle regine. Secondo un’ottica da rotocalco. Del resto la corte di Sua Maestà britannica è da sempre fonte di chiacchiere. E se diventi il ritrattista ufficiale della regina Elisabetta II, consorte e famiglia reale al seguito, logico così finire e iscirverti nell’immaginario popolare. Ma certo Pietro Annigoni è davvero molto di più, fosse solo per la sua tecnica raffinata e di gusto levigatamente tradizionalista. Una figura d’artista che il suo 900 l’ha fatto, magari controcorrente, ribaltando l’abusato binomio genio sregolatezza, scandendo... continua>>

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